
L’Alta Corte Amministrativa di Ankara ha bloccato i lavori di costruzione della diga di Ilisu, sul tratto di Tigri che attraversa il Kurdistan turco. I giudici hanno infatti accolto il ricorso della Camera degli Architetti e degli Ingegneri, sulla base dell’argomentazione che la realizzazione dell’opera stava avvenendo in mancanza della valutazione di impatto ambientale.
Già nel 2011 la Corte aveva “bacchettato” il governo turco, dichiarando che la sua intenzione di “ignorare” la legge e fare così a meno della valutazione di impatto ambientale era illegittima.
Ora l’esecutivo di Ankara ha a disposizione sette giorni per formulare un ricorso. In alternativa potrà procedere con una modifica della normativa esistente, facendo modo così che il progetto non rientri tra quelli che necessitano di studi sugli impatti ambientali.
Val la pena rammentare che la costruzione della mastodontica centrale idroelettrica, iniziata nella primavera del 2010, comporterà lo sfollamento di circa 85mila persone, allagherà l’intera valle del Tigri, distruggendo buona parte della sua biodiversità e la millenaria città di Hasankeyf.
Per approfondire il caso della diga di Ilisu vai al sito della campagna europea (inglese)