
Le comunità di Gnith, in Senegal, hanno espresso la loro più netta avversione nei confronti del progetto Senhuile-Senéthanol. “Questo progetto ha deluso le attese delle popolazioni locali, dal momento che non è stato rispettato nessun impegno preso dall’azienda”, ha detto il presidente della commissione demaniale dell’area, Alassane Diop, durante un’intervista rilasciata ai giornalisti senegalesi.
“Pochissimi posti di lavoro creati, militarizzazione del territorio, un incidente che ha causato la morte di due ragazzi, danni per i pascoli e nessuno dei benefici previsti” ha citato come aspetti negativi Diop, ribadendo come a livello locale ci sia una grande mobilitazione per opporsi alle attività della Senhuile-Senéthanol.
La Senhuile è controllata per il 51 per cento dall’italiana Tampieri Financial Group e al 49 per cento dalla società senegalese Senethanol. Quest’ultima è stata creata con i fondi dal gruppo di investimento ABE Italia (75 per cento) e dall’imprenditore senegalese Gora Seck (25 per cento). Al momento l’ABE Italia è in liquidazione e le sue azioni in Senethanol stanno apparentemente tornando alla sua società madre ABE International LLC con sede a New York. La ABE International, una società di comodo registrata allo stesso indirizzo di altre centinaia shell companies, è gestita da Benjamin Dummai, il direttore israelo-brasiliano di Senhuile, ma i suoi veri proprietari sono sconosciuti poiché la società non è tenuta a rendere pubbliche tali informazioni.
Benjamin Dummai ha un passato oscuro. In varie occasioni le autorità brasiliane lo hanno trovato colpevole di evasione fiscale e truffa. Gora Seck si occupa di diverse società, tra cui alcune nel settore minerario, due delle quali insieme a un funzionario del ministero delle Miniere senegalese.
Nel 2010, il Consiglio Rurale di Fanaye ha concesso 20mila ettari di terra alla Senethanol, al fine di produrre biocarburanti per il mercato europeo. Nel 2011, il progetto è stato sospeso dall’allora presidente senegalese Abdoulaye Wade dopo una serie di scontri scoppiati tra le comunità locali e le forze di sicurezza. Il progetto è stato riavviato nel 2012 per la produzione di semi di girasole per l’esportazione verso l’Italia su altri appezzamenti di terreno situati nella Riserva Ndiael, sempre per un’estensione di 20mila ettari, accordati dal nuovo presidente Macky Sall per un periodo di 50 anni.
Nelle ultime settimane dello scorso anno, Gora Seck ha annunciato che il progetto subirà la “sospensione di ogni attività economica”, per poi riprendere al fine di garantire semi di arachidi destinati al consumo locale.
Per leggere il rapporto redatto da Re:Common, GRAIN e CRAFS sul caso: https://recommon.org/chi-ce-dietro-senhuile-senethanol-i-risultati-di-unindagine-su-un-furto-di-terra-in-senegal/