Colombia, la riconferma di Santos. Presidente a caccia di risorse naturali

Santos e la diga sul fiume Sogamoso
A sinistra, Juan Manuel Santos CC-BY-3.0-br, wikimedia commons. A destra, la diga in costruzione sul fiume Sogamoso in Colombia, foto IHA Central Office, CC BY 2.0, flickr.

[di Tancredi Tarantino] pubblicato su pagina99.it

Nei giorni della rielezione di Santos, a causa di una diga costruita dall’italiana Impregilo sparisce il fiume Sogamoso.

Proprio nei giorni in cui Juan Manuel Santos viene rieletto presidente della Colombia con il 51% dei voti, il fiume Sogamoso si prosciuga e le responsabilità sono anche italiane.

Santos, il presidente che nei quattro anni precedenti ha puntato sullo sfruttamento delle risorse naturali e sui trattati di libero commercio, l’ex delfino di Alvaro Uribe che si è formato alla London School of Economics, il candidato forte della destra liberale, ha vinto al ballottaggio grazie ai voti della sinistra. Detta così sembra uno scherzo, e anche di pessimo gusto, ma è proprio quello che è accaduto nel Paese andino.

Per scongiurare lo spauracchio dell’estrema destra uribista, rappresentata da Oscar Ivan Zuluaga, la sinistra colombiana e una parte dei movimenti sociali hanno appoggiato la candidatura di Santos. Lo hanno fatto nella speranza di imporre al presidente rieletto la propria agenda. Un punto su tutti: raggiungere in tempi brevi un accordo di pace con le Farc, le Forze armate rivoluzionarie della Colombia, con cui lo Stato ha avviato nuove trattative attualmente in corso all’Avana.

Pochi giorni prima, mentre a Bogotà era in corso una rimonta al fotofinish – Santos aveva perso di misura al primo turno – alcune centinaia di chilometri più a nord, il río Sogamoso è rimasto senz’acqua. La notte tra il 7 e l’8 giugno il livello del fiume è sceso improvvisamente e 15mila contadini e pescatori del dipartimento di Santander si sono ritrovati a secco. Niente più acqua per irrigare i campi, niente più pesci da pescare.

A causare il prosciugamento di uno dei principali affluenti del río Magdalena è stato il riempimento dell’invaso della diga costruita sul Sogamoso dall’italiana Impregilo, oggi Salini-Impregilo.

Con una capacità installata di 820 megawatt e una generazione media di oltre 5mila gigawatt ora di energia all’anno, Hidrosogamoso è uno dei cinque progetti energetici più grandi della Colombia. Il mega sbarramento, che dovrebbe coprire il 10% del fabbisogno energetico del paese, ottenne la licenza ambientale nel 2000. Il progetto fu affidato a Isagen, un’azienda pubblica che gode di ottima salute ma che il presidente Santos ha messo in vendita nel 2013 per fare cassa. La privatizzazione, che vede anche la francese GDF Suez tra i possibili acquirenti, è stata recentemente sospesa dal Consiglio di Stato e l’iter è in una fase di stallo.

I lavori di costruzione della diga, affidati all’italiana Impregilo, iniziarono nel 2009 e si concludono quest’anno. L’infrastruttura è imponente: 190 metri di altezza, 350 di larghezza, un tunnel centrale lungo 340 metri e una serie di gallerie di carico. Un vero gigante sul canyon del río Sogamoso.

Le comunità locali denunciarono fin da subito l’assenza di consultazioni previe e accusarono l’azienda di Stato di non aver informato correttamente gli abitanti della zona sugli impatti che la grande opera avrebbe causato.

Oltre 8mila ettari di terra verranno inondati e 246mila è il numero di famiglie che in qualche modo sono state o saranno colpite dalla diga, soprattutto in prossimità di città come Bucaramanga e Barrancabermeja. La realizzazione dell’infrastruttura ha inoltre comportato la deviazione del Sogamoso, con conseguenze gravi per la popolazione locale e per l’ambiente.

Secondo quanto denunciato dal Movimiento en defensa del Río Sogamoso, la pesca è diminuita del 90% in alcuni tratti del fiume e i danni economici non sono ancora stati calcolati. “Le esplosioni – si legge in un documento redatto nel 2011 – danneggiano gravemente le nostre case, mentre la deviazione del fiume inonda le terre, le coltivazioni e gli allevamenti di molte comunità rurali. Anche i trasportatori fluviali hanno perso il lavoro su un fiume privatizzato e moribondo”.

Poi lo scorso 7 giugno un’altra tegola si è abbattuta sul progetto costruito da Impregilo. Durante le operazioni di riempimento dell’invaso, i macchinari che regolano il flusso d’acqua si sono inceppati e il fiume in alcuni tratti è proprio scomparso o si è ridotto a un flebile rigagnolo percorribile a piedi, come dimostra un video che in queste ore sta circolando su YouTube.

“In nome del progresso, è stato commesso uno dei maggiori disastri ambientali nel dipartimento di Santander”, denuncia l’associazione Censat Agua Viva che da anni è impegnata in difesa della risorsa idrica in Colombia. A essere impattata è una popolazione di circa 15mila persone, la cui vita dipende dal fiume Sogamoso.

“Dal 7 giugno – aggiunge il Censat – pescatori, contadini e commercianti non possono svolgere le proprie attività a causa degli avidi interessi di chi ha deciso di costruire la diga”.

I livelli d’acqua del Sogamoso stanno lentamente tornando alla normalità, ma per gli abitanti di Santander la minaccia della grande opera imposta è sempre presente e la rielezione di Santos non fa sperare in un futuro energetico sostenibile.

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