
Re:Common ha scritto oggi al ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi e ai vertici della SACE per chiedere spiegazioni sulla possibile concessione di una garanzia fino a 500 milioni di euro all’Enel per il progetto di centrale nucleare di Mochovce, in Slovacchia.
La SACE, l’agenzia di credito all’export italiana, ha ricevuto una richiesta di garanzia lo scorso 17 giugno, come si evince dalle informazioni riportate sul suo sito internet. Come confermato dallo stesso ente, la decisioni al riguardo sarà presa a breve.
Nella sua lettera Re:Common evidenzia la singolare posizione dell’Enel, che a luglio ha manifestato la sua intenzione di cedere la sua quota di maggioranza del 66 per cento della Slovenske Elektrarne (la compagnia che controlla la centrale di Mochovce). Come riportato da vari organi di informazione, la società di Viale Regina Margherita ha conferito mandato alla Deutsche Bank e alla BNP Paribas di procedere come consulente finanziari per la vendita delle azioni. Nell’arco di pochi giorni sono attese le prime offerte ufficiali.
Dal momento che l’Enel sta per abbandonare il progetto, Re:Common crede che la SACE stia contravvenendo alla disposizioni contenute nel suo stesso statuto per quel che concerne il sostegno a investimenti e all’export di aziende del nostro Paese.
“Crediamo che una garanzia da parte della SACE per la realizzazione di reattori in Slovacchia non sia coerente con la politica del governo sul nucleare, dettata dal referendum del giugno 2011” ha dichiarato Antonio Tricarico di Re:Common. “Visto che l’esecutivo italiano detiene ancora il 30 per cento dell’Enel e l’80 per cento della SACE, vorremmo sapere perché ha intenzione di supportare un finanziamento di questo genere, per altro proprio quando l’Enel vuole abbandonare questo progetto nucleare obsoleto e rischioso” ha concluso Tricarico.
Scarica a questo link la lettera inviata al Ministro Guidi e alla SACE