Il picco del carbone? Piuttosto un altopiano…

Centrale a carbone di Belchatow, Polonia, aprile 2017. Foto Carlo Dojmi di Delupis/Re:Common

Secondo le ultime stime dell’agenzia statunitense Energy Information Administration (EIA), riprese in un articolo del Financial Times il picco dell’utilizzo del carbone è in realtà una sorta di altopiano. La prospettiva è quella di una situazione stabile fino al 2050 più che una brusca discesa.

Uno dei fattori chiave sarà la domanda cinese, che ammonta a metà di quella mondiale. “Le previsioni a lungo termine nel settore dell’energia richiedono cautela, come insegnano le rivoluzioni degli idrocarburi da scisti e le fonti rinnovabili”, segnala il Financial Times. A minacciare il carbone non è tanto il contrasto al cambiamento climatico quanto la convenienza del petrolio e soprattutto del gas, che potrebbe diventare ancora maggiore.

Nel frattempo la Carbon Tracker Initiative, il think tank americano che si occupa di cambiamenti climatici e finanza, ha indicato che tutti i “segni di vita” del comparto carbonifero degli Stati Uniti saranno molto probabilmente brevi. La retorica elettorale del presidente Donald Trump appare quindi ancora più mal riposta, sebbene a livello globale la polvere nera continuerà a inquinare il Pianeta ancora per decenni.

Per leggere il rapporto dell’EIA, l’International Energy Outlook 2017: https://www.eia.gov/outlooks/ieo/

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