
[di Tancredi Tarantino]
I tentacoli del “mondo di mezzo”, la rete criminale guidata dall’ex terrorista nero Massimo Carminati e oggetto dell’inchiesta romana Mafia Capitale, hanno superato i confini laziali e raggiunto Terni, uno dei poli industriali più inquinati e controversi del centro Italia.
Acea a quel punto pubblica un nuovo bando ma, usufruendo di una legge del 2006 prevista per casi di “estrema urgenza derivante da eventi imprevedibili”, ricorre a una procedura negoziata senza indizione di gara. I lavori vengono così affidati per via diretta alla Terni scarl, un consorzio che vede al suo interno proprio la SoGeRi di Mancini. Il costo complessivo intanto lievita a 21.9 milioni di euro.
A lanciare per primo l’allarme sulle procedure e sui soggetti coinvolti nell’affare è il Comitato No Inceneritore di Terni. In un rapporto pubblicato nel 2013, il comitato individua in Mancini una presenza ingombrante che “ha portato alla configurazione di una ragnatela di incarichi e ruoli primari di fondamentale importanza per la capitale”.
Il comitato punta il dito anche sulle altre società del consorzio. In particolare, a destare sospetti è la presenza della IGM Ambiente, un’azienda siciliana che dal 1966 si aggiudica gli appalti per la gestione dei rifiuti di Siracusa e nei cui confronti la Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti decise di aprire un’indagine nel 2009.
A complicare ulteriormente il quadro è la recente interrogazione parlamentare presentata dalla deputata 5 Stelle Federica Daga ai ministri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico, dalla quale risulta che Acea non ha ancora richiesto l’erogazione di incentivi da certificati verdi per i quali sono state realizzate le operazioni di revamping. Ad oggi quindi quei 21.9 milioni di euro, in gran parte soldi pubblici, non si sa bene a che cosa siano serviti.
Intanto anche la procura di Terni ha deciso di voler fare chiarezza sull’appalto e sta acquisendo informazioni al riguardo. Come sottolinea il procuratore Cesare Martellino, al momento si tratta di “accertamenti preventivi quando ancora non si prefigurano ipotesi di reato”, ma il collegamento con Mafia capitale appare evidente.