Lo dice l’ONU: la Banca mondiale è allergica ai diritti umani

Quartier generale della banca mondiale, Foto di AgnosticPreachersKid, licenza CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons


Una critica nemmeno troppo velata all’operato e alle politiche della Banca mondiale
. È quanto emerge dal rapporto dello Special Rapporteur delle Nazioni Unite sulla povertà estrema e sui diritti umani, reso pubblico lo scorso fine settembre e che sarà ufficialmente presentato all’Onu il prossimo 23 ottobre.

Philip Alston, lo Special Rapporteur, ha subito puntato il dito contro quello che è una sorta di peccato originale della World Bank, il dettato dei suoi Articles of Agreement, la cui stesura risale all’ormai lontano 1945. A quell’epoca, evidenzia Alston, non vi era un catalogo internazionale dei diritti umani né una istituzione che avesse il compito specifico di difenderli, per questo negli Articles of Agreement si stabilì che la questione più generale dei diritti umani non doveva interferire con l’operato degli stati.

Questo evidente anacronismo fa sì che la Banca continui, nelle parole di Alstom, ad avere un approccio incoerente, controproducente e insostenibile al tema. Servono, quindi, delle riforme. Serve un dialogo reale ed efficace con i governi, in modo da risolvere il problema una volta per tutte.

Ora la palla passa al presidente della World Bank Jim Yong Kim, che fin dal suo insediamento ha sempre sbandierato ai quattro venti l’intenzione di “fare le riforme” necessarie per migliorare sotto ogni un’istituzione spesso criticata dalla società civile globale per l’inefficacia e la dannosità dei progetti finanziati.

Una prima occasione per discutere dell’argomento così ben sviscerato da Philip Alston nel suo rapporto sono gli imminenti incontri annuali di Banca mondiale e Fondo monetario internazionale, in programma a Lima, Perù, dal 9 all’11 ottobre.

Resta aggiornato, iscriviti alla newsletter

Iscrivendoti alla newsletter riceverai aggiornamenti mensili sulle notizie, le attività e gli eventi dell’organizzazione.


    Vai alla pagina sulla privacy

    Sostieni le attività di ReCommon

    Aiutaci a dare voce alle nostre campagne di denuncia

    Sostienici