La società civile globale chiede al Parlamento europeo di affossare il mercato dei crediti di carbonio

Highway_401, Foto di Nayu Kim, licenza CC-BY-2.0, via Wikimedia Commons
Highway_401, Foto di Nayu Kim, licenza CC-BY-2.0, via Wikimedia Commons

In vista del voto sul cosiddetto backloading, che si terrà domani al Parlamento Europeo, oggi una coalizione di 42 organizzazioni della società civile globale, compresa Re:Common, ha preso con forza posizione contro il sistema dei crediti di carbonio (Emission Trading Scheme – ETS) dell’UE, ritenuto solo uno strumento per “radicare” ancor di più l’uso di combustibili fossili nell’Unione.

Il backloading è la manovra finalizzata a ristabilire l’equilibrio tra domanda e offerta dei certificati di emissione di CO2.

Nel loro documento unitario, le realtà della società civile chiedono ai parlamentari europei di volgere l’attenzione verso misure reali per affrontare i cambiamenti climatici, compresa una graduale eliminazione dei combustibili fossili.

Tra le priorità individuate per porre un freno al surriscaldamento globale, ci sono il divieto europeo su progetti di fracking e la graduale eliminazione delle sovvenzioni pubbliche per l’esplorazione e l’uso di combustibili fossili. Occorrono invece cambiamenti strutturali in merito al consumo e alla produzione energetica, con, per esempio, il sostegno di progetti su piccola scala.

Le organizzazioni firmatarie del documento contro l’ETS affermano che è ora di smettere di fissarsi su un “giusto” prezzo del carbonio al fine di ridurre le emissioni. L’ETS deve essere cancellata, così da introdurre delle politiche climatiche efficaci ed eque.

Uno dei principali timori sollevati dagli esponenti della società civile, e che reputano meriti l’attenzione dei parlamentari, consiste nella recente normativa che pone sulla fast track europea oltre 200 progetti di infrastrutture energetiche, comprese pipeline, altre infrastrutture per il trasporto di gas e linee elettriche transfrontaliere. Queste nuove regole e tali meccanismi finanziari innovativi, come l’iniziativa Project Bond Europa 2020, avranno pesanti impatti sulle comunità locali e sull’ambiente, e legheranno l’UE a un altro ciclo di generazione energetica tramite combustibili fossili. Un’eventualità che il pianeta non può permettersi.

Per leggere il documento in inglese della società civile sugli ETS: http://scrap-the-euets.makenoise.org/english/

Per leggere la critica all’iniziativa Project Bond Europa 2020: http://www.counterbalance-eib.org/wp-content/uploads/2013/06/Infrastructure-briefingOK.pdf

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