
“Questa è la più grande truffa del secolo nei confronti dell’interesse nazionale – per non usare altre espressioni più forti – perché è realmente un grande atto di corruzione che deve essere indagato”. Così si è espresso il presidente di El Salvador Mauricio Funes in merito alla concessione delle azioni di un’impresa generatrice di energia geotermica del suo Paese, La GEO, all’Enel.
Funes ha pronunciato queste parole nel corso del programma settimanale “Conversando con il presidente” della Radio Nazionale, dopo che a Parigi un tribunale internazionale ha confermato che Enel Green Power potrà capitalizzare nuovi investimenti in La GEO.
In reazione alla sentenza del tribunale di Parigi secondo la quale l’El Salvador deve accettare che l’Enel investa 127 milioni di dollari in La GEO, il capo di Stato salvadoregno ha definito “un attentato contro il patrimonio nazionale” l’intenzione dell’impresa italiana di entrare in possesso della maggioranza delle azioni di La GEO.
Nel caso che l’attuale Governo di El Salvador accettasse quest’istanza del tribunale, ENEL otterrebbe il 53 per cento delle azioni della compagnia che produce energia generata dalla geotermia, che passerebbe così sotto al suo controllo.
L’energia prodotta da La GEO è pari a un quarto del consumo nazionale garantisce al governo locale quasi 80 milioni di dollari l’anno, permettendo allo Stato di mantenere le bollette dell’energia elettrica a un livello equilibrato.
Dopo la licitazione internazionale convocata dal presidente della locale Comisión Ejecutiva Hidroeléctrica del Río Lempa (CEL), Guillermo Sol, nel 2001, l’Enel ottenne la firma di un contratto qualificato da Funes come “illegale”. Un accordo che, sempre secondo Funes, non fu riconosciuto dall’ex presidente salvadoregno Elías Antonio Saca (in carica dal 2004 al 2009), che si rifiutò di sottoscriverlo.