Il parlamento di El Salvador dichiara irregolare un contratto con ENEL

Palacio nacional
Il Palazzo nazionale a El Salvador. photo credit: Mario Pleitez, Flickr, licenza CC BY 2.0 (http://creativecommons.org/licenses/by/2.0/deed.it)

Fonte: http://www.argenpress.info

Il parlamento di El Salvador ha approvato a maggioranza una relazione che conferma le irregolarità in un contratto firmato nel 2002 tra lo Stato salvadoregno e la multinazionale italiana Enel Green Power. La decisione è stata presa il 16 agosto verso la mezzanotte, dopo una lunga discussione, e ha ottenuto 55 voti a favore e 29 contro, 28 di questi dai banchi di destra dell’Alleanza Repubblicana Nazionalista (Arena).

I partiti che hanno sostenuto la relazione sono il Fronte Farabundo Martí per la liberazione nazionale (FMLN); la Grande Alleanza per l’Unità Nazionale (GANA), Coalizione Nazionale e Democrazia Cristiana.

L’accordo controverso era stato firmato durante l’amministrazione dell’ex presidente Francisco Flores (1999-2004), del partito Arena, e ora principale consigliere nella campagna elettorale del candidato del suo partito, Norman Quijano.

Il rapporto chiede alla giustizia di indagare sulle proprietà di Flores e delle altre due persone coinvolte nel caso, l’ex ministro dell’Economia Miguel Lacayo e l’allora presidente della Comisión Ejecutiva Hidroeléctrica del Rio Lempa (CEL), Guillermo Sol Bang.

A questo proposito è stato chiesto alla Corte Suprema di Giustizia di indagare su una probabile appropriazione indebita da parte di ex funzionari e membri del Consiglio Direttivo della CEL durante il periodo 1999-2004.

In base all’accordo, ENEL avrebbe acquisito il 53 per cento della società LaGeo, che produce energia elettrica dal geotermico. Ma secondo la Costituzione tale acquisizione, prima della firma, doveva essere approvata dal Parlamento.
La disposizione è stata sospesa nel 2008 e da allora ENEL ha aperto un contenzioso davanti ad un tribunale internazionale di Parigi, che si è pronunciato due volte a favore della multinazionale.

A causa delle irregolarità riscontrate, la sottocommissione parlamentare ha raccomandato al governo di non riconoscere le sentenze del tribunale di Parigi. Il caso è divenuto improvvisamente di attualità politica nel gennaio di quest’anno quando il Presidente Mauricio Funes  ha denunciato che si trattava di una privatizzazione occulta.

Da allora il presidente ha insistito sul fatto che la Costituzione “Afferma chiaramente che non si può fare una concessione di una risorsa pubblica se non si ha l’autorizzazione dell’Assemblea legislativa “. Funes sostiene che difenderà le risorse dello Stato. “Fin quando sarò al governo, questo caso non sarà dimenticato. Non darò via il patrimonio pubblico, che appartiene al popolo Salvadoregno” ha affermato.

Sul caso indaga anche una squadra speciale della Fiscalía General de la República, il cui titolare, Luis Martinez, ha detto che le conclusioni saranno rese pubbliche questo mese.

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