
[di Luca Manes] pubblicato su pagina99.it
Il fine settimana appena trascorso è coinciso con il ventesimo anniversario della firma di quello che è stato definito in maniera alquanto enfatica “il Contratto del Secolo”. Ovvero l’intesa tra 11 multinazionali petrolifere, capeggiate dalla britannica BP, e il governo dell’Azerbaigian per lo sfruttamento dei giacimenti di Azeri, Chirag e Gunashli (ACG), per un totale di sei miliardi di barili di oro nero. Un affare colossale, che ha segnato l’inizio di una stretta collaborazione tra la stessa BP e la famiglia Aliyev, che governa a Baku ormai da oltre due decenni (nel 2003 Ilham è succeduto al defunto padre, Heydar, che era in carica dal 1993).
Il contratto del secolo ha avuto il suo culmine nella realizzazione dell’oleodotto BTC, ovvero il lunghissimo serpentone che partendo da Baku e passando per Tbilisi (Georgia) porta il suo carico di greggio al porto turco di Ceyhan. L’opera è stata inaugurata nel 2005, nonostante una forte campagna internazionale che denunciava, oltre ai consistenti impatti ambientali soprattutto in Georgia e i consistenti problemi legati alla sicurezza, i frequenti abusi dei diritti umani sul tragitto della pipeline e non solo. I particolare la situazione era molto critica in Azerbaigian.
In realtà faremmo meglio a usare il tempo presente, come dimostrano alcuni articoli di stampa sulla questione del TAP, il Trans Adriatic Pipeline. Questione che ci riguarda molto da vicino, visto che per il TAP dovrà passare proprio il gas dei giacimenti azeri nel Mar Caspio. Attualmente in Azerbaigian ci sono 100 prigionieri politici, detenuti con accuse del tutto fabbricate (dal possesso di droga all’evasione fiscale).
Nei giorni scorsi a Londra numerosi attivisti hanno inscenato una protesta davanti alla sede della BP in St James’s Square. Oltre a essere il grande architetto del “Contratto del Secolo”, la BP capeggia insieme alla norvegese Statoil il consorzio costruttore del TAP. Alla compagnia britannica gli attivisti hanno chiesto di spendersi con il governo “amico” di Ilham Aliyev affinché siano liberati tutti i dissidenti attualmente nelle carceri azere. Attivisti come Rasul Jafrarov, arrestato all’inizio dello scorso agosto proprio mentre stava compilando la lista dei prigionieri politici a cui purtroppo si è andato ad aggiungere, ma anche uno stimato avvocato quale Intigam Aliyev, da anni impegnato a denunciare la condotta del governo di Baku davanti alla Corte Europea per i Diritti Umani.
La BP, inoltre, è stata sollecitata a ritirare la sponsorizzazione dei Giochi Olimpici Europei, in programma a Baku il prossimo luglio. Un’occasione, quella della prima edizione in assoluto di questa kermesse sportiva, che senza dubbio sarà utilizzata dal governo Aliyev per legittimarsi ancor di più agli occhi dell’opinione pubblica internazionale.