Il commento di Re:Common sul caso di presunta corruzione di Eni in Nigeria

Delta del Niger, foto Luca Tommasini/Re:Common, 2011

Il coinvolgimento di Claudio Descalzi, attuale ad dell’ENI, di Paolo Scaroni, ad uscente, e dell’alto dirigente Roberto Casula nel presunto caso di corruzione per l’aggiudicazione del blocco petrolifero OPL 245 in Nigeria dovrebbe destare grande preoccupazione in merito agli standard etici adottati nelle imprese a forte partecipazione statale. In realtà il governo in occasione dell’ultima assemblea degli azionisti aveva provato a proporre la clausola di onorabilità, uscendo sconfitto. Tuttavia proprio in occasione dell’ultima AGM la nostra associazione, insieme all’Ong britannica Global Witness, aveva sollevato forti dubbi sulla nomina dell’attuale ad Claudio Descalzi da parte del governo Renzi, proprio per le perplessità legate al caso OPL 245. Questo dimostra che gli standard anti-corruzione dell’ENI non sono per nulla all’altezza della situazione ed il governo dovrebbe intervenire.

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