Ancora dubbi sul gasdotto TAP (Trans Adriatic Pipeline)

Comitato No Tap - https://www.facebook.com/notapitalia

Si è tenuta ieri a Melendugno un’assemblea pubblica in cui il Comitato No TAP ha invitato tutti i parlamentari eletti nella regione Puglia ad “approfondire e organizzare con spirito costruttivo le istanze dei cittadini nei riguardi del Parlamento italiano”. Proprio questa settimana la Camera sarà chiamata al voto di ratifica dell’accordo internazionale tra Italia, Grecia e Albania.

Un accordo che secondo Re:Common va a tutto svantaggio dei paesi coinvolti. Prima di tutto perchè la pubblica utilità del progetto è discutibile. In Puglia sono evidenti gli impatti negativi sul territorio, sia da un punto di vista ambientale che economico e sociale. Altrettanto evidente è che il progetto ha già ottenuto dei finanziamenti da parte della Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BERS) per la fase di progettazione e punta a ricevere ulteriori finanziamenti pubblici sia attraverso l’accesso a fondi comunitari che attraverso prestiti da parte della Banca europea degli investimenti e della stessa BERS.

Oltre a questo, trattandosi di un “progetto di interesse comunitario” non è da escludere il tentativo di accedere anche a forme di sostegno al credito tramite i meccanismi innovativi dei project bond europei. Il TAP è tutto fuorché un progetto di pura finanza privata, al contrario la sostenibilità economica e finanziaria del progetto, e delle altre componenti del Corridoio Sud del gas sono tutte da provare.

Come anche il fatto che i nuovi meccanismi europei di sostegno al credito non facciano ricadere tutti i costi sulle casse pubbliche e quindi generando un debito futuro che noi tutti potremmo ritrovarci a pagare.

Sono tanti gli aspetti del progetto TAP ancora da chiarire e di cui i deputati dovrebbero tenere conto nella discussione sulla ratifica, ancora in ballo anche in Grecia, dove il parlamento si appresterà a discuterla questa settimana.

Oltre al trattato la Grecia dovrà ratificare anche l’Host Government Agreement, un accordo sugli investimenti che impone al paese di garantire alla TAP tra le altre cose importanti esenzioni fiscali e deroghe alla normativa ambientale in materia di accesso alla terra, all’acqua, e di trattamento dei rifiuti solidi e liquidi generati dalla costruzione. Tutto a svantaggio dei cittadini, dell’ambiente e delle casse pubbliche.

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