
[di Tancredi Tarantino]
Una nuova tegola si è abbattuta sul fallimentare progetto Castor, il mega deposito di gas che la Commissione Europea e il governo spagnolo volevano realizzare al largo del golfo di Valencia.
La procura di Vinaros ha inscritto nel registro degli indagati cinque alti funzionari del secondo governo Zapatero e i vertici della Escal UGS, accusati di aver occultato il rischio sismico legato all’operazione.
Il progetto doveva essere la prima uscita pubblica dell’iniziativa Project Bond 2020, un programma lanciato nel 2012 dalla Commissione europea e dalla Banca europea per gli investimenti (Bei) per spingere i mercati a investire nelle grandi opere di “interesse comune”.
L’emissione di bond per 1.350 milioni di euro, garantiti dalla stessa Bei, permise al consorzio Escal UGS, guidato dall’attuale presidente del Real Madrid Florentino Perez, di trovare in pochi giorni le risorse necessarie per avviare i lavori. A finanziare l’opera sarebbero stati decine di fondi pensione, istituti di credito e fondi di investimento, oltre ovviamente alla Bei.
Però, quando iniziarono le manovre di immagazzinamento offshore di gas, un lungo sciame sismico di oltre 400 scosse affossò per sempre il progetto. Fu l’Istituto Geografico Nazionale ad accertare la relazione tra le iniezioni di gas naturale di Castor e i movimenti tellurici.
Adesso pare che i costruttori e alcuni esponenti dell’esecutivo Zapatero fossero a conoscenza dei possibili rischi. Secondo quanto ha ricostruito il pubblico ministero Carmen Ballesteros Escribano, la Escal UGS era “in possesso di alcuni studi che dimostravano il pericolo sismico delle iniezioni sottomarine di gas”. Le autorità governative, da parte loro, avrebbero coperto questi studi per non danneggiare l’azienda di Pérez.
Ad andarci di mezzo, come prevedibile, sono stati i contribuenti spagnoli a cui questa operazione rischia di costare quasi 3miliardi di euro, mentre il governo Renzi e la Commissione Europea vorrebbero rilanciare in Italia il meccanismo fallimentare dei Project Bond.