
Oggi si sono tenute varie manifestazioni in diverse capitali europee per protestare contro la partecipazione della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS) all’International Coal and Climate Summit, organizzato dall’Associazione mondiale del carbone in parallelo con la conferenza sul clima delle Nazioni Unite attualmente in corso a Varsavia, in Polonia.
I gruppi della società civile internazionale che hanno indetto la protesta sono dell’idea che la presenza della BERS a entrambi gli incontri mini lo spirito e la sostanza del processo delle Nazioni Unite, oltre a costituire un segnale preoccupante in merito alle intenzioni della Banca di continuare a fornire denaro pubblico a progetti per l’estrazione di carbone.
La BERS sta attualmente rivedendo la strategia energetica, che guida i suoi investimenti nel settore, ma la partecipazione della banca al vertice suggerisce che l’istituzione non affronti seriamente la minaccia posta dai cambiamenti climatici, affermano i gruppi.
Nonostante tutti i dati presentati al vertice di Varsavia puntino il dito contro i combustibili fossili come principali responsabili del surriscaldamento globale, la BERS prevede di continuare a investire nella loro estrazione, in base a quanto si deduce leggendo la bozza della strategia energetica presentata questa estate. Fra il 2006 e il 2011, il 48 per cento dei 6,7 miliardi di euro del portafoglio della BERS è andato a combustibili fossili. Nello stesso periodo il sostegno a progetti per l’estrazione del carbone è aumentato da 60 a 262 milioni di euro.
Durante l’estate, più di cento organizzazioni hanno criticato con fermezza la bozza di strategia energetica, chiedendo alla BERS di seguire la sua istituzione “gemella”, la Banca europea per gli investimenti, e di introdurre così criteri per limitare i prestiti per il comparto carbonifero.
La nuova strategia energetica dovrebbe essere approvata dal Consiglio di Amministrazione della BERS il prossimo 10 dicembre.