
Un bello scherzo, quello giocato dagli attivisti della rete europea Counter Balance (di cui fa parte anche Re:Common) alla Banca europea per gli investimenti. La settimana scorsa Counter Balance ha diffuso un comunicato stampa della BEI in cui l’istituzione dichiarava di voler abbandonare ogni tipo di finanziamento a progetti per l’estrazione di carbone. Una notizia clamorosa, ripresa subito da varie agenzie di stampa, tra cui la Bloomberg.
Purtroppo una notizia che non risponde a verità, come si è affrettato a ribadire il presidente della Banca Werner Hoyer durante la conferenza stampa annuale tenutasi lo scorso venerdì. Evento a cui hanno partecipato anche gli attivisti di CounterBalance, che hanno incalzato in vari altri modi i vertici dell’istituzione, come documentato nel video girato per l’occasione http://www.counterbalance-eib.org/?p=2226.
Anche la stampa ha iniziato a pressare Hoyer, chiedendo chiarimenti sul coinvolgimento della BEI nel business del carbone – il più inquinante tra i combustibili fossili – e su che cosa intenda fare in merito alla sua politica energetica, attualmente in fase di revisione. Fra il 2007 e il 2011, su 62 miliardi di euro prestati, ben 19 sono andati a opere collegate all’estrazione dei combustibili fossili (due per il carbone, con vari casi controversi come quello di Sostanj in Slovenia).
Ricorda Counter Balance che gli impegni dell’UE prevedono un taglio dell’80-90 per cento delle emissioni causa dei cambiamenti climatici entro il 2050. Difficile che l’obiettivo si possa raggiungere, se la Banca di sviluppo dell’Unione continua a finanziarie progetti altamente inquinanti.