Baku chiama, l’Europa risponde

Meeting dell'advisory Council a Baku, Azerbaijan, 29 febbraio 2016. Foto European External Action Service - CC BY-NC 2.0
Meeting dell'advisory Council a Baku, Azerbaijan, 29 febbraio 2016. Foto European External Action Service - CC BY-NC 2.0

[di Elena Gerebizza]

Lunedì si è tenuto a Baku il secondo incontro dell’Advisory council per il Corridoio Sud del Gas, il mega-gasdotto di 3500 km che dovrebbe unire le sponde del Mar Caspio azero con la costa salentina, nel comune di Melendugno in provincia di Lecce. L’advisory council è un gruppo informale di governi e istituzioni impegnati politicamente ad appoggiare la costruzione del progetto.

Le dichiarazioni uscite dall’incontro sono poche e principalmente filtrate dall’agenzia di stampa azera, con poche eccezioni passate dalla Reuters. Eppure a Baku c’erano Federica Mogherini, Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, e il sotto segretario di stato alla Presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti.

Dal governo italiano nessun comunicato ufficiale, mentre Baku segnala che una dichiarazione finale sarebbe stata firmata dai governi presenti, con gli auspici del Commissario europeo per l’unione energetica, Maros Sefcovic, che ha presenziato all’incontro.

Anche le due istituzioni finanziarie pubbliche che dovrebbero dare la spinta iniziale al progetto, la Banca Europea degli Investimenti e la Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo, hanno mandato a Baku i responsabili degli uffici regionali (Neal McCain, direttore dell’ufficio della BERS a Baku e Massimo D’Eufemia, direttore dell’ufficio della BEI a Istanbul). Ma nessun funzionario da Bruxelles.

E mentre il governo azero si prodigava a rassicurare il mondo in merito ai finanziamenti pubblici prossimi ad arrivare, nessuna comunicazione ufficiale è stata per ora circolata dalle due banche. Finora infatti solo la Bei starebbe ufficialmente considerando un prestito di 2 miliardi di euro al TAP, con posizioni interne discordanti per altro nella valutazione della capacità di ripagare il prestito dai vari azionisti. Anche rispetto al finanziamento del TANAP, in cui potrebbe rientrare anche la Banca mondiale attraverso il suo ramo che presta al settore privato, l’IFC, tutte le notizie rimangono ufficiose.

Ian Bradshaw, direttore di TAP AG, la società registrata in Svizzera che dovrebbe realizzare il gasdotto Trans Adriatico, presente a Baku, avrebbe annunciato che la cerimonia di apertura della costruzione dovrebbe avere luogo verso la fine di maggio/inizio di giugno a Salonicco. Nessun riferimento sarebbe stato fatto alla situazione italiana, dove le autorità locali sarebbero ancora in attesa del progetto esecutivo e di vedere implementate le ormai fantomatiche prescrizioni alla VIA.

Così mentre in Italia continuano a circolare gli articoli sulla scomposta azione dell’Ambasciata azera per cercare di impedire l’evento pubblico sulle violazioni dei diritti umani nel paese organizzato da Amnesty International venerdì scorso a Roma – addirittura con l’invio di lettere dirette alla Federazione Nazionale della Stampa che ha ospitato l’evento – per noi l’Azerbaigian rimane un pessimo partner per la transizione energetica europea. La repressione esercitata dal governo sulle voci libere impedisce di avere delle informazioni attendibili e verificabili anche su incontri come quello di lunedì, di cui mai sapremo realmente di cosa si sia discusso e quale aria si respirasse in un momento in cui nessuna delle società coinvolte nel progetto sembra navigare in ottime acque. A Roma l’aria che abbiamo respirato noi e gli altri presenti all’incontro di venerdì era decisamente tesa.

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